Tirare le somme è una cosa importante. Ecco perchè in questo articolo abbiamo deciso di fare un sommario di come si sta evolvendo il social media marketing. Abbiamo preso in esame diversi articoli pubblicati negli ultimi due mesi, prendendo un esame i numeri chiave, le analisi e estrapolato qualche suggerimento.  In particolare ci è molto piaciuto il rapporto pubblicato in Buffer qualche mese fa. Da tutto questo abbiamo tirato le somme su come si stanno evolvendo i social media e cosa aspettarci da quest’anno ormai avviato.

L’importanza alle Stories

Il formato Stories ha preso d’assalto l’industria dei social media e i dati suggeriscono che oltre un miliardo di account ora utilizzano le storie a livello globale (sia in Instagram che in Facebook).

Poiché il numero di persone che utilizzano le storie è cresciuto, il numero di aziende che utilizzano questo formato per connettersi con il proprio pubblico sui social media si è di conseguenza incrementato. E sembra che coloro che stanno usando le storie abbiano successo: secondo gli intervistati da buffer infatti, il 57 percento dei brand crede che le storie siano state “abbastanza efficaci” o “molto efficaci” come parte della loro strategia sui social media.

E con gli annunci advertising introdotti sulle storie di Facebook e Instagram, sembra che ci saranno ancora più opportunità per le aziende di aumentare l’engagement. Anche se il 62 per cento degli intervistati hanno dichiarato che devono ancora investire in formati ADV per il formato storie, il 61 per cento ha detto che lo stanno pianificando per l’anno in corso

Le applicazioni di messaggistica

Con la crescente esigenza di condivisione sui Social Media, si è verificato parallelamente anche un altro fenomeno. Cioè l’esigenza per molte persone di condividere e comunicare tramite messaggi one-to-one o chat di gruppo utilizzando piattaforme come WhatsApp e Messenger.

Nonostante la crescente popolarità analizzata tra gli iscritti a questi social, a livello di brand non abbiamo gli stessi valori. Infatti, quasi i tre quarti dei marchi (71%) non utilizzano app di messaggistica per il loro marketing. Dato strano secondo quanto abbiamo precedentemente detto. E ancora più strano il riscontro avuto: il 50% dei marketer non prevede di utilizzare app di messaggistica nel 2019.

Facciamo un passo indietro dando un occhio ad un altro importante dato: le dinamiche di marketing grazie all’utilizzo di WhatsApp. Solo per dare qualche numero, si parla di un tasso di apertura del messaggio superiore al 98% rispetto a campagne Adv tramite altri social, con una percentuale di clic del 25%. Qui c’è solo da aspettarsi che il vero potenziale delle applicazioni di messaggistica esploderanno in questo anno. Gli utenti risultano molto più coinvolti in questi messaggi privati grazie alla creazione di un rapporto diretto in modo significativo tra la singola persona e il brand. La velocità d’apertura del sito web in un’ottica mobile-first è in quest’ottica, alla base di un buon piano marketing.

Influencer Marketing

Come abbiamo avuto modo di scrivere anche in altri articoli, sempre di più le aziende selezionano e affidano l’immagine del proprio brand ad un’influente. Sempre secondo le analisi pubblicate in Buffer, il 68% dei marketer affermano che la collaborazione con influencer sono state “abbastanza efficace” o “molto efficace”. Gli stessi hanno anche affermato che continueranno la loro campagna di marketing per il 2019 utilizzando questo tipo di comunicazione. Tuttavia, quasi un quarto (23%) dei marchi non è convinto del vero impatto della collaborazione con influencer sul proprio marchio.

Il problema di fondo nelle campagne di marketing con l’utilizzo delle influencer resta sempre lo stesso: le analisi. Attualmente non ci sono ancora possibilità di analizzare correttamente quanto l’influsso sia dovuto a questo tipo di strategia. Sempre nello stesso gruppo di marketer infatti, solo il sei percento afferma che le linee guida del marketing di influencer sono “molto chiare”, il 44,8 percento afferma che le linee guida attuali sono “poco chiare”, con il 15,8 percento di linee guida sono ” molto poco chiaro.”

I contenuti video

Sempre secondo l’intervista pubblicata, più di un terzo (36 percento) dei marketer che lavorano in aziende, pubblicano contenuti video mensilmente, con circa un quarto (24 percento) che pubblica settimanalmente contenuti video. Facebook si tiene ancora il podio, restando il canale più popolare per le aziende per condividere contenuti video (81%), con YouTube al secondo (62%) e Instagram al terzo (57%). LinkedIn è il quinto (32%) e potrebbe essere un canale a cui guardare nei prossimi mesi. Sembra infatti che i video pubblicati su LinkedIn vengono condivisi più di 20 volte rispetto a qualsiasi altro contenuto.

IGTV

Nata lo scorso giugno 2018 e inizialmente amata alla follia, è pian piano finita in secondo piano. Nonostante alcuni contenuti incredibili tratti da numerosi partner come National Geographic ad esempio, non ha ancora preso piede come piattaforma per la maggior parte dei marchi per condividere i loro contenuti. Sembra infatti, sempre prendendo a campione un numero di 1800 marketer intervistati da Buffer, che solo il 12,2% degli intervistati abbia dichiarato che la propria attività commerciale ha utilizzato IGTV nel 2018 mentre il 72% ha dichiarato di non avere intenzione di creare contenuti per IGTV nel 2019.

 Conclusioni

Nella speranza che il nostro articolo vi possa far riflettere e consigliarvi sulla strategia più adatta per la vostra azienda, vi consigliamo di rimanere aggiornati sulle news riguardanti il vasto mondo social media. Sappiamo infatti come il mondo dei social sia velocemente mutevole.

Buon lavoro.

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